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LA "BANDIERA DEGLI ITALIANI NEL
MONDO" HA FATTO TAPPA AL MUSEO DEL MINATORE DI CASARANO (LE). |
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Lunedì 5 dicembre
2011 |
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“La Bandiera
degli Italiani nel mondo - La Bandiera degli Emigranti”,
ideata dall’artista
italo-argentino Mario Alvar-ez, ha visitato ieri, lunedì 5 dicembre,
il Museo del Minatore di Casarano (Le), dopo avere partecipato a
Potenza alla Festa nazionale dei Vigili del Fuoco. L’iniziativa era
collocata nelle celebrazioni in onore di Santa Barbara, protettrice
dei minatori, ma anche dei marinai, degli artiglieri, dei genieri e,
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generale, di coloro che
svolgono mestieri esposti al rischio di morte violenta e improvvisa.
A Casarano Mario Alvar-ez ha voluto fortemente rendere omaggio ai
tanti emigrati italiani impiegati come minatori in Belgio e in altri
paesi (Sudafrica, Francia, Germania, Brasile, Stati Uniti), alla
ricerca di nuove opportunità per sé e per le proprie famiglie, in
particolare a quanti hanno trovato la morte nelle viscere della
terra o riportato mutilazioni o malattie gravi. Una commemorazione
nel ricordo di Lucio Parrotto, il “minatore” casaranese da poco
scomparso che, dopo aver lavorato per oltre trent’anni nelle miniere
del Belgio, si è dedicato incessantemente a raccogliere
testimonianze, foto, attrezzi di lavoro per ricostruire la storia di
un’attività che lo ha visto protagonista.
Mario Alvar-ez, nel
pomeriggio, ha incontrato la famiglia Parrotto e gli ex-emigranti
del Circolo Ricreativo “L’Emigrante” in via F. Astore (nei pressi
della p.zzetta Nazario Sauro, a pochi metri dal Museo stesso).
“La Bandiera
degli italiani nel mondo” ha fatto
tappa prima all’interno del Museo del Minatore (vedi
foto), all’interno del quale Mario Alvar-ez ha condiviso e
“vissuto” il lavoro e le sofferenze del lavoro nelle miniere belghe
dagli anni ’50 agli anni ’80.
In realtà, quella
dell’artista, si tratta di una “doppia” bandiera: una piccola
realizzata con due pezzi di legno portati dal mar Ligure, dipinta da
un lato con il Tricolore Italiano e dall’altro con il bianco-celeste
dell’Argentina. L’altra è una bandiera italiana lunga più di 30
metri che è stata spiegata proprio dal terrazzo dell’ex Caserma
dei Carabinieri di p.zza San Giovanni, i cui sotterranei
ospitano il Museo, coprendo quasi interamente la facciata
dell’edificio (vedi foto).
La seconda tappa è stata il Monumento al Minatore Salentino,
nei pressi dell’Ospedale Civile, opera anch’essa voluta fortemente
da Lucio Parrotto, dove Mario Alvar-ez ha voluto deporre un fascio
di fiori. La terza tappa è stato il Circolo Ricreativo
“L’Emigrante” di via F. Astore, al cui interno è esposta
l’originale statua di Santa Barbara,
proveniente dalla miniera n.14 di Courcelle (Belgio),
custodita più di 80 anni nelle galleria principale fino al 1986,
anno in cui il compianto Lucio Parrotto volle portarla per sempre a
Casarano. Qui, alcuni ex-emigranti presenti hanno condiviso foto e
ricordi con l’artista. |
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FESTA DI SANTA BARBARA... IN NOME E NEL RICORDO DI
LUCIO PARROTTO. |
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Domenica 4 dicembre
2011 ore 19:00 |
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Anche quest’anno il Museo del Minatore di Casarano (Le)
festeggia la Santa protettrice dei Minatori, “Santa Barbara”,
onorata dopo 8 mesi dalla morte dell’ex minatore delle miniere del
Belgio Lucio Parrotto, pluripremiato e Maestro del
Lavoro, fondatore del Museo e Presidente per vent’anni del
Circolo Ricreativo “L’Emigrante”. Attesissimi
i
festeggiamenti presso il
Circolo Ricreativo “L’Emigrante”, in via F. A. Astore, vicino
p.zzetta “Nazario Sauro”,
nel
centro storico della città.
L’invito è rivolto a tutti (inizio alle ore 19:00)
e, quest’anno, il tradizionale banchetto con moltissime “delizie”
salentine e belghe, è offerto, oltre dalla |
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Famiglia Parrotto, anche dai Minatori delle A.C.L.I. delle Fiandre
(Belgio). Come di consueto, nei giorni della ricorrenza, viene
esposta al pubblico, sempre all’interno della sala del Circolo,
l’originale statua di Santa Barbara, proviente dalla Miniera
n.14 di Courcelle (Belgio), custodita più di 80 anni nelle
galleria principale fino al 1986, anno in cui il compianto Lucio
Parrotto volle portarla per sempre a Casarano… E’ da allora che
“il minatore” ha commemorato tutti i “4 dicembre”,
la protettrice dei minatori.
Contemporaneamente, per tutta la serata, anche il Museo del
Minatore, il secondo in Europa nel suo genere, nella vicina via
D. Serravezza, rimarrà aperto al pubblico. |
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SABATO 7 AGOSTO 2010 CERIMONIA E CONSEGNA DEL PREMIO
“LAMPADA DEL MINATORE 2010” A LUCIO PARROTTO - MANOPPELLO (PE) |
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Sabato 7 luglio
la UGL (Unione generale del Lavoro) assegnerà la “Lampada del
minatore 2010”, riconoscimento istituito nel 2007 e che di anno
in anno va a quelle Istituzioni ed a quegli uomini capaci,
attraverso il loro impegno, di tenere accesa su Marcinelle la giusta
attenzione. |
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Quest’anno tale riconoscimento andrà al Comune di Manoppello, che
pagò il maggior tributo in vite umane in quella tragica giornata, ad
Antonio Frazzi, regista del film tv “Marcinelle” e a Lucio
Parrotto, che con la meritoria iniziativa di aver voluto e
realizzato il prestigioso “Museo del Minatore” a Casarano, esaltando
e rendendo giustizia ad uno dei mestieri più duri e difficili e che
pure hanno consentito alle nuove generazioni di realizzarsi.
La
manifestazione si svolgerà nella mattinata del 7 agosto a
Manoppello (Pe), città gemellata con Casarano, presso la Sala
“Antonio Sacco”, a partire dalle ore 10:00. |
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VENERDI’ 14 MAGGIO 54 VISITATORI INVIATI DAL COMUNE DI CHARLEROI
(BELGIO) IN VISITA UFFICIALE PRESSO IL COMUNE DI CASARANO E IL MUSEO
DEL MINATORE DI LUCIO PARROTTO. |
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E’ con grande piacere
comunicare alla comunità di Casarano che venerdì 14 maggio 54
visitatori, inviati dal Comune di Charleroi, saranno in visita
ufficiale presso il Comune di Casarano, accolti dalle ore 17
dal sindaco Ivan De Masi. A seguire, i graditi ospiti faranno tappa
al “Museo del Minatore” di Lucio Parrotto, ex minatore del
Belgio e attivo testimone della sua personale esperienza nelle
miniere di carbone.
Il Museo dal 2006
“racconta” la vita sacrificata della maggior parte dei salentini che
circa 50 anni fa abbandonarono le loro famiglie, per trovare fortuna
a più di 2.000 km di distanza. Charleroi è la quarta città per
grandezza del Belgio, conosciuta per aver accolto tra gli anni ’50 e
’60 numerosissimi emigrati casaranesi, giunti presso la famosa
miniera di carbone, alla ricerca di una vita economicamente
migliore.
<< Mi sembra ancora
strano (ma è realtà!) che un pezzo di quella miniera sia giunta fin
qui a Casarano, una specie di piccolo scambio per le vite
sacrificate di molti minatori come me! Ora le strade si sono
invertite, ma con uno scopo diverso: quello di mantenere sempre viva
la memoria… ed è sempre un piacere che sia la gente belga a venire
fin qui! >>
Lucio Parrotto |
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Gli oggetti di Lucio
Parrotto facenti parte del Museo del Minatore di Casarano al MEI
Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, inaugurato venerdì 23
ottobre 2009 al “Complesso del Vittoriano” di Roma |
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(sabato
24 ottobre 2009) |
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Dopo importanti riconoscimenti ricevuti dall’ex minatore Lucio
Parrotto, proprietario e direttore del Museo del Minatore di
Casarano, uno degli ex emigrati per eccellenza “taglia” un altro
prestigioso traguardo: l’esposizione di alcuni preziosi oggetti al
MEI Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Roma. |
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L’instancabile opera di
Lucio Parrotto di tenere accesa la memoria di tutti coloro che nel
Belgio, circa 50 anni fa, sono emigrati in cerca di una vita
migliore e che in pochi sono riusciti a trovare, perdendo la propria
vita nei cunicoli mortali delle miniere, soprattutto quella di
Marcinelle o morendo a causa della “silicosi”, la “malattia del
minatore”, è stata “premiata” grazie all’ esposizione di alcuni suoi
oggetti (lampade, vestiti, elmetti, etc. - già appartenenti al Museo
di Casarano) nel Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana
inaugurato venerdì 23 ottobre dal Presidente della Repubblica
Napolitano. |
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Promosso dal Ministero
degli Affari Esteri con la collaborazione del Ministero per i Beni e
le Attività Culturali. il museo, tanto atteso, soprattutto da chi si
occupa di italiani residenti all'estero da vicino, è ospitato
presso il Complesso del Vittoriano, lato Ara Coeli, a Roma. |
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E' la prima volta nella
storia italiana, come piace ricordare alla Farnesina, che viene
messo a sistema l’immenso patrimonio storico e culturale italiano
inerente l’emigrazione |
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"Il Museo Nazionale
intende rappresentare, in chiave di lettura di unità nazionale, la
varietà delle esperienze di emigrazione su scala regionale e locale,
contraddistinte, nel corso di un intenso secolo di storia nazionale,
da molteplici specificità". Questo quanto si legge in un comunicato
stampa dell'ufficio di Alfredo Mantica,
sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo.
"Obiettivo primario del Museo - si legge ancora nella nota - è
quello di raccontare la storia dell’emigrazione italiana attraverso
i 150 anni dell’Unità d’Italia partendo dal 1861 fino ad arrivare ai
giorni nostri attraverso un percorso storico con materiale di
diverse tipologie - letteratura, cinematografia, documentari,
musica, testimonianze audio, foto, giornali e riviste d’epoca,
oggetti - attraverso la presenza delle Istituzioni Regionali legate
al tema dell’emigrazione, e attraverso aree tematiche dedicate al
cinema, alla letteratura e alla fotografia che consentiranno al
visitatore di avere una conoscenza approfondita del tema
dell’emigrazione". |
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Maggiori informazioni sul sito:
www.museonazionaleemigrazione.it |
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(Articolo tratto dal sito internet
www.tuttocasarano.it) |
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